Italian cooperation and the Emilia-Romagna Region invest in a new training course to increase the quality of agricultural production in Albania.
An innovative post-secondary vet path for the supervision of quality in agriculture was born within the technical assistance in favor of the Albanian Ministry of Economy by a network of Emilia-Romagna training bodies (Ifoa, Aeca and Serinar) in collaboration with the Albanian National Agency for Qualifications.
The new training course will be made available to graduates from Albanian agricultural institutes and to those who hold, in addition to a secondary qualification, specific skills in the agricultural sector in Albanian companies.
The training course includes almost 1000 hours of theory and practice and various modules that will allow the generation of knowledge and skills for quality management, especially in the post-harvest phases.
In a historical phase of re-evaluation of the strategic proximity of supply chains, the agrifood sector is not exempt from considerations of reducing risks lo related to climate change, extreme events and above all labor shortages.
Investing in skills on a transnational scale is, moreover, a theme that has become crucial with the increase in manpower needs in Italy, in particular for the fruit and vegetable supply chains.
Then there is a theme of cooperation for raising the skills of neighboring countries included, as in the case of Albania, in a European macro-regional development strategy.
The primary food production and processing sector, together with forestry and fishing, continue to represent a high percentage of the GDP and workforce in Albania (40% of workers) and offer enormous potential for sustainable economic development.
The challenge to be won for Albania and the Western Balkans, after the start of official negotiations for accession to the EU, is to start a phase of development both in the technological field and in the agri-food supply chains also to counter the exodus of young people towards abroad. Despite having a rich base of natural resources, Albania is characterized by small farms, low labor productivity and reduced yields, poor technologies and the persistence of subsistence agriculture. There is a need for significant investments, also starting from skills, to guarantee food safety, animal welfare and the transition towards sustainable food systems, an aspect which is of increasing importance in view of the necessary alignment with the acquis of the on food safety and with the EU’s Farm to Fork strategy.
Finally, it should not be underestimated that there is an investment opportunity for Italian producers who could benefit from an increase in skills in terms of safety and quality in Albanian agricultural production. The Mediterranean basin and the Western Balkans can offer Italian agrifood supply chains an investment opportunity for fruit and vegetable crops that have lost production capacity and yield in recent years.
The innovative training course was born within the “Vet through innovation” program of the Italian cooperation which sees the Emilia-Romagna Region committed to the launch of the first multifunctional center for agricultural training in Albania at the historic technical institute of Fier. The route was also designed in collaboration with the Agricultural University of Tirana which in April 2023 signed a cooperation agreement with the Department of Agri-food Sciences and Technologies of the University of Bologna.
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Cooperazione italiana e Regione Emilia-Romagna investono in un nuovo percorso formativo per aumentare la qualità delle produzioni agricole in Albania.
Un innovativo percorso post-secondario equiparabile ad un IFTS per la supervisione della qualita’ in agricoltura nasce all’interno dell’assistenza tecnica a favore del Ministero dell’economia albanese da parte di una rete di enti di formazione emiliano-romagnoli (Ifoa, Aeca e Serinar) in collaborazione con l’Agenzia nazionale albanese per le qualifiche.
In una fase storica di rivalutazione della prossimità strategica delle filiere di approvvigionamento, il settore agrifood non è esente da considerazioni di abbattimento del rischio correlato al cambiamento climatico, eventi estremi e soprattutto scarsità di manodopera.
Investire nelle competenze su scala transnazionale e’ del resto un tema che e’ diventato cruciale con l’accrescere del fabbisogno di manodopera in Italia, in particolare per le filiere dell’ortofrutta.
C’e’ poi un tema di cooperazione per l’innalzamento delle competenze di paesi limitrofi ricompresi, come nel caso dell’Albania, in una strategia europea di sviluppo macroregionale.
La produzione alimentare primaria e il settore della trasformazione, unitamente alla silvicoltura e alla pesca, continuano a rappresentare una percentuale elevata del PIL e della forza lavoro in Albania (40% dei lavoratori) e offrono un enorme potenziale di sviluppo economico sostenibile.
La scommessa da vincere per l’Albania e i Balcani occidentali, dopo l’avvio dei negoziati ufficiali di adesione alla UE, e’ avviare una fase di sviluppo sia in ambito tecnologico che nelle filiere agrifood anche per contrastare l’esodo dei giovani verso l’estero. Pur disponendo di una ricca base di risorse naturali, l’Albania è caratterizzata da aziende agricole di dimensioni ridotte, da una scarsa produttività del lavoro e da rese ridotte, da tecnologie scadenti e dal persistere di un’agricoltura di sussistenza. C’è la necessità di notevoli investimenti, anche a partire dalla competenze, per garantire la sicurezza alimentare, il benessere degli animali e la transizione verso sistemi alimentari sostenibili, aspetto questo che riveste sempre maggiore importanza in vista del necessario allineamento con l’acquis dell’UE in materia di sicurezza alimentare e con la strategia “Dal produttore al consumatore” dell’UE.
Da non sottovalutare infine che esiste una opportunita’ di investimento per i produttori italiani che potrebbero beneficiare di un innalzamento di competenze in tema di sicurezza e qualita’ nella produzione agricola albanese. Il bacino del Mediterraneo e i Balcani Occidentali possono offrire per le filiere agrifood italiane un’opportunità di investimento per colture ortofrutticole che hanno perso capacità produttiva e di resa negli ultimi anni.
Il nuovo percorso formativo sara’ messo a disposizione di diplomati presso Istituti superiori albanesi di agraria e a chi detiene, oltre un titolo di studio secondario, competenze specifiche nel settore agricolo presso aziende albanesi.
Il percorso formativo prevede quasi 1000 ore tra teoria e pratica e diversi moduli che permetteranno la generazione di conoscenze e competenze per la gestione della qualita’ soprattutto nelle fasi post-raccolta.
L’innovativo percorso formativo nasce all’interno del programma “Vet through innovation” della cooperazione italiana che vede impegnata la Regione Emilia-Romagna per l’avvio del primo centro multifunzionale per la formazione agraria in Albania presso lo storico Istituto tecnico di Fier. Il percorso è stato progettato anche in collaborazione con l’Università agraria di Tirana che ad aprile 2023 ha siglato un accordo di cooperazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna.